Motivi e obiettivi

Un tempo esisteva il Manuale delle giovani marmotte un’edizione gelosamente collezionata e conservata dai bambini, nel quale attività, storie e filastrocche venivano diffuse nero su bianco, attraverso le pagine dei piccoli volumi. La fine degli anni ‘70 però, attraverso la televisione, segnò la fine di un’epoca producendo una vera rivoluzione e facendo sì che rimanessero i contenuti e cambiassero i contenitori, che dalle copertine dei libri si tradussero nel tubo catodico capace di trasmettere le informazioni attraverso suoni e immagini in movimento. Naturalmente è chiaro che il passaggio non si realizzò solo in questo senso: vennero ridisegnati e inventati nuovi contesti (basti pensare ai più attuali Albero azzurro e Melevisione) e soprattutto ampliati i target, per i quali non era più necessario saper leggere, ma sufficiente ascoltare e guardare. Alla televisione però mancava ancora un aspetto che aveva potuto sviluppare in modo solo marginale e che la rete andò definitivamente a realizzare: l’interattività.
Internet ha portato a compimento un vero e proprio processo di emancipazione per la comunicazione, ridefinendo ancora una volta attività, contesti e personaggi, creando i presupposti per una centralità del singolo e della sua autonomia nella scelta e nei desideri, mantenendo costanti contenuti e idee.
Da queste premesse è nato il progetto per La nave di CLO, un portale sviluppato nel tentativo di trasferire sul web, attività che da sempre hanno accompagnato lo sviluppo e l’educazione dei bambini, proposte in una chiave attuale e capace di sfruttare le potenzialità sia tecniche che comunicative offerte, permettendo dunque lo sviluppo di spontaneità, attitudini e interessi secondo desideri e necessità individuali. La nave di CLO nasce come proposta nuova sia nell’aspetto che nelle intenzioni, pensato con un design inedito e realmente vicino al target di riferimento a partire da una riflessione sull’attuale panorama del web per bambini, nonché sugli errori e sui punti di forza che contraddistinguono questo campo della progettazione.

Silvia Carbotti

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